Mental accounting: pro e contro della contabilità mentale

mental accounting, i barattoli mentali

Oggi parliamo di mental accounting, ovvero dei cassetti mentali dentro cui inserisci tutti i tuoi guadagni e le idee di spesa.

Dopo avere risposto all’esempio del biglietto teatrale sei curioso di scoprire come mai, di fronte a domande tutto sommato molto simili, sei giunto a risposte opposte? Bene, allora scopriamo insieme cosa significa il termine mental accounting partendo dagli studi che il premio Nobel Richard Thaler e l’economista Dan Ariely hanno pubblicato sull’argomento!


E, dato che sei arrivato su una pagina che parla del contabilità mentale, immagino che tu sia interessato più in generale al tema “euristiche e bias” tipico delle scienze comportamentali.

Per prima cosa allora, se ancora non lo hai fatto, vai immediatamente a scoprire il test del biglietto teatrale e lascia nei commenti la tua risposta!

Leggi anche: Contabilità mentale, l’esempio del biglietto teatrale

Ora apriamo i cassetti!

Mental accounting, la definizione

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Parto da una definizione di contabilità mentale tratta da investopedia.com

La contabilità mentale analizza la tendenza delle persone di separare i soldi spesi in diversi conti psicologici basati su criteri soggettivi, inclusa la provenienza del denaro e l'uso previsto per ciascun conto. Condividi il Tweet

La teoria del mental accounting quindi suggerisce che anche tu suddividi mentalmente i tuoi soldi con criteri legati alla provenienza o all’utilizzo, assegni una determinata funzione ad ogni “cassetto” e li consideri come compartimenti stagni.

Un po’ come avere i 6 barattoli di Eker, un sistema che suddivide lo stipendio in categorie di budget [ come se mettessi il denaro in barattoli differenti ] quali:

  1. Necessità
  2. formazione
  3. spese di lungo periodo
  4. Investimento
  5. gioco
  6. beneficenza

Questo atteggiamento, come spiega Richard Thaler, porta a decisioni irrazionali come dimostrato dall’esempio del test del biglietto teatrale perduto.

Per quale motivo?

La soluzione all’esempio del biglietto teatrale

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Dunque l’idea alla base del mental accounting è che noi, come individui, assegniamo budget di spesa ai vari aspetti della nostra vita (vestiti, cibo, divertimenti) ed ogni volta che spendiamo soldi, lo facciamo prelevandoli mentalmente da specifici cassetti presenti nella nostra mente.

Ti ci ritrovi?

Nell’esempio del teatro, quindi, la perdita del ticket viene contabilizzata mentalmente nel cassetto “divertimento” ed il riacquisto del posto in platea sarebbe una seconda voce di spesa dello stesso capitolo.

Psicologicamente questo ci provoca un elevato grado di sofferenza, tale da rendere insopportabile per il 54% degli intervistati l’acquisto di un nuovo biglietto.

Nel secondo esempio, invece, la perdita diretta di una banconota da 20 € ha conseguenze mentali diverse.

Come mai?

Perché, in questo caso, la minus finisce dentro ad un generico “portafoglio contanti” presente nel tuo cervello; quindi per te il biglietto del teatro costa sempre 20 €.

Dato che avevi già deciso a priori di spendere quella cifra per la serata, nulla ti vieta di acquistare il “diritto al posto in platea” e di goderti serenamente lo spettacolo!

Infatti l’88% degli intervistati in questo secondo caso ha deciso di acquistare il ticket.

Cosa ne pensi? Decisione irrazionale?

Irrazionalità e mental accounting

Evonomia coerenza - Mental accounting: pro e contro della contabilità mentale

Ora, se di fronte a due proposte identiche decidi di comportarti in due maniere opposte allora la domanda è un’altra:

Cosa ti rende irrazionale?

La risposta probabilmente arriva analizzando un secondo test che trovi a questo link:

Risparmio o comodità, cosa preferisci?

Anche in questo caso le due domande sono identiche, in termini economici, ma portano spesso a conclusioni diverse.

Come mai?

Per il semplice motivo che il risparmio in questione viene giudicato in termini percentuali e non in valore assoluto.

Se risparmi 30 € e questo equivale al 50% di sconto allora sei mentalmente invogliato ad attraverso la città. Ma gli stessi 30 € suonano come irrilevanti quando fanno parte di un acquisto di importo molto più elevato.

Il cassetto mentale del risparmio si apre solo con la chiave della percentuale, non del valore assoluto. Condividi il Tweet

Questo principio, ad esempio, spiega bene il motivo per cui i concessionari di automobili sono in grado di fare guadagni extra grazie alla vendita di accessori costosissimi [ cosa vuoi che siano 600 € in più per la vernice metallizzata e 1.500 € per un navigatore touch ].

Di fronte all’acquisto di un’auto da 30.000 € cosa vuoi che siano 2.000/3.000 € di accessori… e magari compri l’acqua in offerta per avere 50 cent di sconto!

Ma l’irrazionalità è evidente anche in termini positivi, quando ottieni dei soldi “a sorpresa” [ per esempio con una vincita alla lotteria o con la restituzione di un importo assicurativo inatteso ].

Pensaci.

In questo caso i soldi sono liberi da vincoli di contabilità mentale [ sono nel cassetto del “contante generico” ], favorendo spesso degli acquisti immediati, impulsivi e costosi.

Il lato positivo del mental accounting

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Hai imparato quindi che i soldi non sono tutti uguali, che i barattoli sono mentalmente sigillati e che alle volte eviti degli acquisti se questi superano il budget di spesa concesso a priori ad una determinata categoria.

Ma se noi siamo esseri prevedibilmente irrazionali allora il mental accounting può aiutarci a gestire meglio i nostri soldi?

In parte la risposta è si!

L’assegnazione di specifici budget di spesa rende più chiaro quali dovrebbero essere i criteri da adottare di fronte alle migliaia di possibili scelte opposte che dobbiamo affrontare ogni giorno.

In pratica per ogni voce di costo sai di poterti muovere all’interno di un perimetro definito;.

Frazionando scelte multiple, contraddittorie e complesse in singole decisioni semplificate il tuo cervello viene facilitato nella valutazione. Non è certo un approccio pienamente efficace, razionale o ideale però è comunque un buon modo per circoscrivere il problema.

Il mental accounting creando un perimetro di valutazione chiaro ti permette, in quanto essere irrazionale, di suddividere le voci di spesa e di gestire meglio le tue decisioni finanziarie, proprio come proposto dal metodo dei 6 barattoli di Eker.

Insomma, ci sono dei casi [ tipo le spese accessorie legate all’acquisto di una macchina o di un appartamento ] in cui il nostro comportamento può essere spiegato unicamente attraverso la natura irrazionale del nostro cervello.

Dato che la nostra mente può gestire di volta in volta solo una parte dei pensieri necessari per arrivare ad una conclusione pienamente razionale, ben venga uno strumento che possa supportarci a maneggiare la complessità della nostra vita.

E questo strumento, con tutti i limiti del caso, può essere la contabilità mentale!

Ehi!

sei arrivato alla fine di questo articolo ed io voglio ringraziarti per aver dedicato un po’ del tuo tempo alla lettura di questo post.

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