Golosi, confusi e felici: 5 bias nascosti nel menù engineering

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L’altra sera ero fuori con la famiglia per una cena veloce trasformatasi, non so come, in un pranzo di nozze che ha alleggerito il mio portafoglio, appesantito lo stomaco e stimolato la mente a scoprire qualcosa di più del menù engineering. Immagino che questa esperienza ti sia familiare e proprio per questo ho deciso di scrivere qualche riga sul tema.

Cos’è il menu engineering?

In poche parole è l’arte [ o la scienza ] di condizionare la mente del cliente in un viaggio culinario che inizia dal menù e si conclude al momento del conto; un viaggio attraverso paesaggi [ sapori ] mozzafiato, scelte incerte da guidare e sensazioni piacevoli da imprimere nella memoria fino al momento doloroso [ il conto ] da attenuare con alcuni espedienti.

Ecco

il menu engineering è la mappa che deve guidarci in un percorso esperienziale, sensoriale e psicologico verso l'obiettivo della piena soddisfazione nonostante il passaggio doloroso del conto da pagare. Condividi il Tweet

Non sono un esperto di ingegneria del menu, mi limito ad evidenziare 5 bias comportamentali che ho sperimentato personalmente.

Lascio a te, nei commenti, la chance di aggiungerne altri e contribuire a creare un bigino dei bias psicologici da ristorazione, perché sono sicuro che quando sei al ristorante ti capita di arrivare a fine pasto confuso, felice e con il portafoglio alleggerito, giusto?

Quello è il tuo sistema in azione! [ scopri cos’è ]

Ed ora scopriamo qualcosa di più del rapporto tra mente, denaro e gola.

1. Flute di benvenuto

Evonomia Flute - Golosi, confusi e felici: 5 bias nascosti nel menù engineering

Succede anche a te che, mentre stai iniziando a sfogliare il menù, il cameriere offra un flute di prosecco, un aperitivo oppure degli stuzzichini di benvenuto? Che gentile.

Ecco, questa squisita gentilezza non richiesta porta il nome di bias della reciprocità sociale.

Di cosa si tratta?

In poche parole si tratta di una regola sociale non scritta che ci fa sentire in obbligo di contraccambiare favori veri o presunti, un po’ come ricordarsi di invitare il collega che il giorno prima ci aveva offerto il caffè per restituire la cortesia.

Attivare uno di questi bias comportamentali al ristorante, proprio nel momento in cui stai decidendo cosa ordinare è un piccolo capolavoro di marketing.

Per non parlare del menù!

2. Menù Engineering

Evonomia Menu engineering - Golosi, confusi e felici: 5 bias nascosti nel menù engineering

Facendo un po’ di ricerche sull’argomento ho trovato questo video consigliato in un post di Marco Montemagno in cui, tra le altre cose, ci spiega un trucchetto mentale che mi ha incuriosito e mi ha fatto riflettere:

in alcuni menù i prezzi dei piatti sono riportati senza il simbolo dell’euro [ la classica € ].

Semplice dimenticanza?

Non proprio, infatti alcuni studi dimostrano che sei propenso a spendere di più quando il prezzo è indicato come semplice numero, senza dover subire il dolore del richiamo economico legato al simbolo monetario ( € ).

Personalmente mi è capitato un paio di volte di trovare menù con prezzi “numerici” e la cosa mi aveva incuriosito … ora capisco che è stata una scelta precisa!

Altro trucco psicologico molto più diffuso è la classica descrizione succulenta del piatto:

gli straccetti di angus in salsa di pomodoro pachino alla mousse di aceto balsamico adagiato su un letto di farina finemente selezionata e lentamente ammollata in pentola di rame è sicuramente più invitante, fantasioso e costoso del semplice spezzatino con polenta.

Anche a te è capitato?

3. La scelta dei vini [ effetto esca ]

evonomia vini - Golosi, confusi e felici: 5 bias nascosti nel menù engineering

Come scegliere il vino al ristorante? un altro momento di ingegneria del menù!

Io ad esempio scelgo una bottiglia a caso, in modo confuso e con l’aria fintamente consapevole!

Esiste però un trucco molto noto tra i ristoratori, i camerieri e gli addetti ai lavori che si chiama effetto esca o decoy effect e che funziona più o meno così:

immagina che in un ristorante ci siano solo due vini rossi. un grignolino da 20 € ed un barbaresco da 40 €. I due vini hanno caratteristiche, sentori e prezzi molto diversi tra loro e tu come cliente fai fatica a paragonarli. Alla fine, dunque, sceglierai più o meno a caso spesso privilegiando il vino meno costoso.

Immagina ora che il ristoratore aggiunga nella lista un terzo vino [ effetto esca ] diciamo un barbaresco da 50 €.

Il solo fatto di avere una bottiglia, normalmente messa in fondo alla carta dei vini, con caratteristiche identiche all’altra ma con prezzo più alto sposta naturalmente la tua attenzione verso il vino da 40 € che, quasi sempre, diventerà la tua scelta inconsapevole.

Sorpresa!

Per saperne di più ti consiglio di leggere anche questo interessante articolo che parla, tra l’altro di quanto il prezzo del vino ci condizioni psicologicamente!

4. La forma del piatto e l’illusione di Delboeuf

evonomia - Golosi, confusi e felici: 5 bias nascosti nel menù engineering

Cos’è l’illusione di Delboeuf?

Il filosofo Franz Delboeuf, nella metà del 1800, scoprì che un cerchio veniva percepito più piccolo se inserito in un cerchio molto più grande mentre veniva percepito più grande se attorniato da cerchi più piccoli.

Proprio come ho fatto nel logo di Evonomia.com che vedi qui sopra … Ti assicuro, i 2 cerchi verdi sono di uguale dimensione.

Questa illusione ottica è molto utile ai ristoratori, che possono condizionare a loro piacimento il tuo livello di sazietà!

Come?

Semplice, il ristorante stellato da 50 € a portata ha tutto l’interesse a servirti il cibo in un piatto molto grande così da convincerti che ci sia ancora spazio per … un altro piatto costoso! Di contro nei locali “all you can eat” i piatti sono più piccoli per procurarti un’immediata sazietà.

Anche il colore sembra influenzare il tuo livello di appetito, comunque a questo link trovi una ricerca approfondita sull’argomento!

Dulcis in fundo

5. Regalo di fine pasto [ effetto gratis ]

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Immancabile il giro di amaro offerto a fine pasto, il biscotto ad accompagnare il caffè oppure un assaggio di dolcetti della casa, anche qui gentilmente offerti. Gratificante!

Gratificante, appunto …

Nel senso che, in questo modo, nella tua mente si scatena il piacere del cosiddetto “effetto gratis“.

Leggi anche: Gratis, la parola che ti condiziona

Ed è estremamente importante per il ristoratore che la tua mente, in quel momento, possa godere di un piacevole effetto perché dovrà affrontare lo “stretto di Magellano” di ogni pranzo o cena: il saldo del conto.

Sembra una drammatizzazione eccessiva ma ti assicuro che, come ben evidenziato dagli esperimenti di Dan Ariely, il momento di pagare è una sorta di lutto doloroso per ognuno di noi.

Addolcirlo è fondamentale per portare a termine positivamente il viaggio esperienziale che hai fatto …  magari per tornare nel locale e consigliarlo agli amici.

In fondo, come dice Roberto Gervaso

L’uomo non è fatto per prendere delle decisioni. Basta vederlo al ristorante, davanti ad un menù. Condividi il Tweet

Alla prossima e buon appetito!

P.S.

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2 Risposte

  1. Andrea A ha detto:

    Come sempre, articoli interessanti, mai banali, concetti chiari ed assolutamente utili! GRANDE DAVIDE

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