Reazione di attacco o fuga dai mercati. Lo stress in azione!

attacco o fuga dai mercati azionari, è giusto?
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Il momento è estremamente delicato ed il COVID-19 ha radicalmente modificato abitudini, comportamenti e prassi sociali. Assistiamo ad italiani che fuggono in treno, code ai supermercati e ressa per conquistare l’ultima mascherina, con un atteggiamento tipico di “attacco o fuga” [ fight or flight ].

Qui ci occupiamo di economia e finanza ed è una reazione istintiva che osserviamo anche sui mercati

La storia più emblematica, in questo senso, riguarda 2 fratelli che nella tempesta finanziaria dell’altro giorno, in contemporanea, mi hanno scritto via whatsup :

Il primo allarmato “Oh dio !!! Vendo tutto?” ed il secondo con un eloquente “è ora di comprare?”

Cosa fare?

Nessun consiglio da parte mia su cosa sia meglio!

Solo una considerazione sullo schema di comportamento azione/reazione attuato dai 2 fratelli e sugli spunti teorici forniti dalla finanza comportamentale.

fight or flight: Uno schema di reazione

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Che cosa intendiamo con il termine fight or flight?

Secondo wikipedia la reazione di attacco o fuga (detta anche hyperarousalipereccitazione o reazione acuta da stress) è una reazione neuronale fisiologica che si manifesta in risposta a un evento percepito come pericoloso per la propria incolumità o dei propri cari. Fu descritta per la prima volta da Walter Bradford Cannon. La sua teoria afferma che gli animali reagiscono alle minacce con una scarica generale del sistema nervoso simpatico, il che prepara l’animale a combattere o a fuggire.

Abbiamo già trattato il significato e le implicazioni dell’arousal in questo post dedicato ad emozioni e comportamento.

Importante però è capire che la risposta avviene in 4 step e precisamente

  1. aumento delle percezioni
  2. elaborazione dei segnali da parte del cervello
  3. preparazione del corpo all’azione
  4. risposta fisiologica

La cosa certa è che in situazioni simili si attiva l’amigdala, il centro di elaborazione della paura.

Ed il cortisolo, l’ormone dello stress, viene iniettato a piene mani nel tuo corpo.

Il tutto genera aumento della concentrazione ed una generalizzata predisposizione ad agire per istinto di difesa.

Quindi, che sia scappare a gambe levate o combattere contro il nemico, in questo contesto risulta impossibile rimanere impassibili.

Che stress!

Resta il fatto che, posti di fronte ad un pericolo imminente, la nostra reazione è istintiva, incontrollabile e comandata dal sistema 1 di Kahneman.

Attacco o fuga dai mercati

Evonomia tassi negativi - Reazione di attacco o fuga dai mercati. Lo stress in azione!

Tutto bene, tutto valido quando si tratta di reagire al ruggito di un leone nella savana. Spiega anche molte delle scene a cui stiamo assistendo …

C’è invece qualcosa di interessante da valutare quando attuiamo un attacco o fuga come reazione di risposta ad una crisi dei mercati finanziari.

Perchè?

Presto detto! in teoria il tuo portafoglio titoli dovrebbe essere pensato con la necessaria diversificazione proprio per reagire a scenari nuovi ed inattesi.

Sia chiaro, nessun portafoglio può offrire ritorni positivi in tutte le situazioni, però dovrebbe avere i giusti contrappesi per reggere dignitosamente l’urto di una crisi e ripartire quando questa avrà trovato soluzione.

Si, le crisi finiscono!

Decidere di vendere (fuga) o acquistare (attacco) solo sulla base del crollo di un giorno (o anche di una settimana) è una mossa dettata dall’istinto, in una situazione di stress e che, di fatto, sconfessa le scelte precedenti.

Reazione naturale, sia chiaro, ma pur sempre incoerente.

Ma se vendo (o compro) posso comprare (vendere) meglio più avanti.

Ok, ragioniamo

Panic selling ed avidità

evonomia paura - Reazione di attacco o fuga dai mercati. Lo stress in azione!

Il rendimento a lungo termine di un portafoglio è una combinazione di esperienza, gestione del rischio e fortuna.

Vendere tutto il portafoglio durante una crisi potrebbe ragionevolmente limitare le perdite, così come comprare in un mercato stressato potrebbe essere un’occasione.

Le tue scelte, in condizioni di stress, sono guidate da paura o avidità, 2 lati della stessa medaglia.

In entrambi i casi, di fatto, ci stiamo affidando alla mera fortuna, rinunciando all’esperienza di professionisti che dovrebbero accompagnarci ed alla gestione del rischio sul giusto orizzonte temporale (che spesso si trasforma in opportunità).

Non ci credi?

Fai bene a non credermi ma secondo una ricerca condotta da Bank of America, guardando ai dati che risalgono fino al 1930, se un investitore avesse escluso i 10 migliori giorni per ogni decennio dell’S&P 500, i rendimenti totali sarebbero stati significativamente inferiori rispetto al rendimento degli investitori che hanno mantenuto i titoli.

E questi giorni, solitamente, capitano nell’intorno delle fasi di panic selling.

Dove appunto è più forte l’istinto di attacco e fuga dai mercati.

Che fare dunque?

Più che agire nei momenti di stress conviene pensare al processo che ha costruito la tua posizione e valutare se e come migliorare questo processo.

Perché, anche se dovesse andar bene la tua reazione emotiva … sarebbe più conseguenza della fortuna che di abilità o coerenza.

Convincersi del contrario ti farebbe cadere dritto dritto nel famoso effetto Dunning Kruger.

Ed a quel punto sarebbe difficile raddrizzare la nave …

D’altronde

"È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s'illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza." Socrate Condividi il Tweet

Ehi!

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2 Risposte

  1. Michele ha detto:

    Davide,
    è vero (imbarazzante ammettere) che la maggior parte di noi non è capace di osservare il proprio portafoglio senza paura o avidità. Come dici spesso, guidati dal segno più, non valutiamo bene quanto siamo disposti a perdere.
    Dobbiamo fare anche i conti con l’integrita’ e la capacita’ dei professionisti ai quali abbiano lasciato la nostra moneta.
    A presto e sempre grazie per i tuoi articoli

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