L’economia dell’attenzione nell’epoca dei “social”

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“Il nostro principale competitor è il sonno!”

Con queste parole il CEO di Netflix Reed Hastings ha descritto nel modo più efficace il concetto di economia dell’attenzione in questa epoca dominata dalla connessione, dai social media e dall’eccesso di informazione.

Un’idea, quella dell’economia dell’attenzione, che mi girava in testa già nel post dedicato all’effetto gratis [ scopri perché zero non è un prezzo! ] e che ho deciso di approfondire in questo articolo.

Ma come siamo finiti dal consumare dei beni, passando per l’era della accesso, fino a questa benedetta attention economy in cui sei in competizione diretta con Chiara Ferragni, Netflix ed i video di gattini? E cosa significa economia dell’attenzione?

Facciamo un passo per volta.

All’inizio fu l’era dell’accesso …

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Fino a pochi decenni fa l’economia era tutto sommato semplice: compravi materie prime, le trasformavi, le vendevi e realizzavi un guadagno.

I servizi erano di fatto degli accessori che giravano intorno al bene fisico.

L’economia moderna ha portato ad una rivoluzione che l’economista Jeremy Rifkin ha ben descritto nel suo libro (fine anni ’90) “l’era dell’accesso”.

Nel suo saggio Rifkin teorizza una sorta di ipereconomia in cui il possesso dei beni viene sostituito dall’accesso a servizi personalizzati.

Vuoi qualche esempio?

Ti dice niente il car sharing, l’abbonamento all’operatore telefonico con smartphone in regalo o le case vacanza in multiproprietà?

Pensaci bene, è la sharing economy.

In tutte queste opzioni perdi la proprietà del bene che diventa un … accessorio del servizio, servizio pensato per essere lifetime ovvero per durare tutta la vita.

La New economy elimina i concetti di oggetto, di possesso e di proprietà spostandosi sull’offerta di beni esperienziali quali le relazioni interpersonali, la cultura e più in generale l’informazione.

E qui arriviamo al cuore del post, ovvero l’economia dell’attenzione.

Ma a te che cosa te ne importa?

Moltissimo!

L’economia dell’attenzione di Herbert Simon

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Una goccia nel mare dell’informazione

Quasi 50 anni fa il premio Nobel Herbert A. Simon parlando di un mondo ricco di informazioni ha introdotto questo concetto rivoluzionario secondo cui

"nell'era moderna un eccesso di informazioni ci lascia con un deficit di attenzione". Herbert Simon Condividi il Tweet

Ed è sempre più vero che, vivendo in un mondo di eccessi nell’offerta di informazioni, viene naturalmente a crearsi una scarsità della domanda.

Ma cosa consuma l’informazione?

Ovvio, brucia l’attenzione dei destinatari!

Quindi un’abbondanza di notizie crea povertà di attenzione ed il bisogno di allocare questa attenzione in modo efficiente, selezionando l’offerta attraverso la miriade di fonti da cui potremmo consumarla.

Herbert Simon

Ed oggi?

L’economia dell’attenzione e la guerra social

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Grazie alla new economy, ad internet ed all’economia dell’accesso la battaglia si gioca su un piano globale in cui il negozio di zona combatte contro la grande distribuzione, gli influencer alla Chiara Ferragni ed i campioni dell’e-commerce.

Le armi non possono più essere solo la cordialità, la competenza o il prezzo, ci vuole di più, ci vuole la capacità di catturare la tua attenzione!

Ecco il ruolo dei social network!

Facebook, Netflix e Youtube combattono con le armi dell’autoplay, del neuromarketing e dell’attenzione persuasiva schierando migliaia tra ingegneri, psicologi e sociologi pronti ad analizzare i tuoi comportamenti ripetitivi.

Non vogliono soldi (ricordi ad inizio post che ti citavo l’articolo sull’economia del gratuito?), vogliono il tuo tempo! E per ottenere questo obiettivo, paradossalmente, ti legano aumentando sempre più la quantità di contenuti che, giocoforza, diventano leggeri, semplici e poco approfonditi.

Fantascienza o realtà?

Lascio alla tua esperienza personale il giudizio.

Come difendersi in questa battaglia?

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Credo, senza cadere nell’allarmismo, che un fondo di verità ci sia.

Ti lancio una provocazione!

La prossima volta che entri in un social network fallo con occhio attento, valutando consapevolmente quanti “ganci” ti vengono lanciati al solo scopo di mantenerti quanto più connesso per scoprire, indirizzare e governare le tue decisioni.

Ecco, l’unica arma che mi viene in mente, che condivido e mi pare sensata è proprio questa:

La consapevolezza.

Consapevolezza di essere persuasibile, consapevolezza che l’obiettivo è la tua attenzione e consapevolezza che la scelta è tra [ tutti ] i social ed il [ tuo ] sonno! perché la consapevolezza è il primo passo verso la conoscenza.

In fondo

Il regalo più prezioso che possiamo fare a qualcuno è la nostra attenzione. Thich Nhat Hanh Condividi il Tweet

Ehi!

Sei arrivato alla fine e io ti ringrazio per aver dedicato il tuo tempo alla lettura di questo post.

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In più, se sei interessato al tema dell’economia comportamentale e vuoi scoprire tutto quello che Evonomia.com offre sull’argomento ti consiglio di cliccare qui sotto: 

ECONOMICA[ MENTE ]

Grazie e alla prossima!

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2 Risposte

  1. Erm. ha detto:

    Grande verità, sia nel mondo del lavoro che nel privato.

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