Economia e felicità: il PIL non è una storia d’amore

Economia, PIL e felicità

Esiste un rapporto tra economia e felicità?

Tra pochi giorni, il 20 marzo, come ogni anno si celebrerà la giornata internazionale della felicità.

Una buona occasione per scoprire dove si vive meglio e quali nazioni sono in testa in questa particolare classifica, da sempre fonte di sorprese.

Il PIL di una nazione misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Se, come affermato da molti filosofi, il fine ultimo del nostro agire è la felicità allora ribadisco la domanda:

Che relazione c’è e, soprattutto, come si misura il rapporto tra economia e felicità?

Proviamo a capirci qualcosa di più prendendo spunto da questa breve storia:

Ernesto è uno stimato professionista, uno scapolo impenitente, un amante delle auto d’epoca ed uno sportivo appassionato.

Proprio sui campi da sci, mentre pratica il suo sport preferito, inizia la nostra disavventura.

Siamo a fine giornata, una discesa di troppo, i muscoli delle gambe che bruciano, la neve ghiacciata, una caduta rovinosa e … una spalla lussata !!!!

Niente di irreparabile sia chiaro, ma tempi di recupero lunghi, intralci sul lavoro ed una dolorosa riabilitazione all’orizzonte.

E qui entra in scena la seconda protagonista della vicenda:

Sara, una giovane fisioterapista, che Ernesto sceglie su consiglio di un amico (ah, il potere delpassaparola) per la necessaria fisioterapia.

Un mese con due sedute settimanali di riabilitazione, più una seduta ogni giovedì per i successivi tre mesi.

Come se non bastasse, altri sei mesi con un massaggio mensile per consolidare i miglioramenti.

Ma ecco, complice la spalla galeotta, scoccare la scintilla dell’amore.

Un vero e proprio colpo di fulmine che li conduce, nel giro di soli sei mesi, ad un fulmineo matrimonio!

L’impatto dell’amore sull’economia

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Da questo momento, però, iniziano i guai per l’economia italiana! (forse sto esagerando un po’…)

Riprendiamo la domanda iniziale:

che rapporto esiste tra economia e felicità?

Ernesto lussandosi la spalla ha dovuto ricorrere alle cure di Sara, le cui sedute di fisioterapia hanno contribuito alla crescita del PIL (acronimo di Prodotto Interno Lordo, ovvero la somma di tutti i beni e servizi prodotti in Italia in un determinato periodo di tempo).

Invece ora, dopo le nozze, le cure di Sara (più attente ed amorevoli) diventeranno un fatto privato che esce dalla contabilità nazionale.

Questa breve storia romanzata riprende un famoso esempio dell’economista Paul Samuelson, citato anche in questo bellissimo TED TALK di Luciano Canova che vi invito a vedere.

le persone più ricche non sono sempre le più felici

Mi domando a questo punto:

ha senso una misura, il PIL, in cui un doloroso infortunio ha un effetto positivo sull’economia mentre la felicità, l’amore ed il matrimonio hanno invece un impatto negativo?

La risposta è, logicamente, lunga ed articolata.

Dal mio punto di vista, sintetizzando, il PIL è senz’altro uno strumento utile.

Serve infatti per fornire un parametro numerico oggettivo che permette, sia il confronto dell’economia di una nazione su più anni, sia la comparazione tra nazioni differenti durante lo stesso periodo.

 

Possiamo misurare la felicità?

Evonomia Robert Kennedy 204x300 - Economia e felicità: il PIL non è una storia d'amoreIl PIL non è però in grado, da solo, di sintetizzare il grado di soddisfazione di un popolo.

Come ha ben detto Robert Kennedy in un famoso discorso:

“Il PIL di una nazione misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”.

E’ per questo che, così negli USA come in Europa, da decenni alcuni economisti stanno lavorando per arrivare ad ottenere un modello in grado di misurare la felicità di una Nazione.

Attraverso l’uso di questionari ottengono dei dati aggregati sul livello di soddisfazione degli intervistati.

Questi risultati vengono poi confrontati con i tipici indicatori economici (reddito, ricchezza, livello di disoccupazione),

Le risposte (come puoi immaginare) confermano che crescita del PIL e felicità percepita dalla popolazione sono due fattori estremamente diversi tra loro.

In particolare questi test confermano il  “paradosso della felicità” di Easterlin.

Di cosa si tratta?

In sostanza, dalle ricerche empiriche condotte dall’economista Richard Easterlin, si scopre che:

  1. il legame tra reddito e felicità non è sempre significativo.
  2. le persone più ricche non sono sempre le più felici.
  3. il confronto tra Paesi, non mostra un rapporto stretto tra reddito e felicità.
  4. i Paesi più poveri non risultano essere significativamente meno felici di quelli più ricchi.
  5. la felicità delle persone sembra dipendere molto poco dalle variazioni di reddito e di ricchezza.

Come misurare il rapporto tra economia e felicità

pexels photo 853151 300x200 - Economia e felicità: il PIL non è una storia d'amore

 

Il grado di benessere, abbiamo detto, è misurabile attraverso un percorso qualitativo che non può ridursi  ad una semplice contabilità economica.

Esistono già molti modelli che si prefiggono questo risultato.

Voglio dirti che l’Italia, grazie all’ISTAT, si pone all’avanguardia in questo campo per merito del BES.

Che cos’è il BES?

Il BES (Benessere Equo e Sostenibile) è un’indagine molto articolata sul benessere economico e sociale dell’Italia.

Il rapporto, redatto annualmente, prende in considerazione 130 indicatori suddivisi in 12 dimensioni.

Tanto per dare un esempio, il BES considera aspetti personali (salute, benessere soggettivo, livello d’istruzione e benessere economico), aspetti socio-politici (Relazioni sociali, politica e qualità dei servizi) ed aspetti culturali (ambiente, patrimonio culturale).

Un lavoro che mette reddito e ricchezza sullo stesso piano di beni più immateriali ma non per questo meno importanti, fornendo un quadro più profondo e veritiero sul nostro stato di salute economico e sociale.

Ecco, questa mi sembra una strada interessante da percorrere per arrivare a misurare l’economia della felicità!

In un prossimo articolo voglio approfondire alcuni aspetti del rapporto tra economia e felicità che, come avrai capito, è affascinante e complesso.

Parlerò, ad esempio, di beni relazionali e del reddito della felicità.

Leggi anche: Reddito Hygge style, il massimo della felicità

Concludo ricordandoti che il 20 marzo hai un appuntamento con la felicità, mettilo in agenda! (e se vuoi farmi felice lascia un commento).

 

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