Effetto Zeigarnik, il segreto dei lavori incompleti

Effetto Zeigarnik - Effetto Zeigarnik, il segreto dei lavori incompleti

Credo che il successo del cubo di Rubik si basi essenzialmente sull’effetto Zeigarnik, ma questo lo scopriremo più avanti.

Nel 1986 ad un gruppo di studenti fu chiesto di completare un puzzle in pochi minuti.

Il test era sufficientemente difficile da non essere risolto nel tempo prestabilito.

Al termine della prova i ragazzi furono lasciati nella stanza e l’86% di loro si impegnò a termine comunque la prova. Ecco lo Zeigarnik effect in azione!

Ma che cos’è questo benedetto effetto Zeigarnik e come impatta sulla nostra vita?

Calma!

Per prima cosa capiamo come nasce il nome di questo potente bias cognitivo!

All’origine dell’effetto Zeigarnik

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L’effetto Zeigarnik prende il nome dalla psicologa Lituana Bluma Zeigarnik che per prima analizzò il fenomeno.

Nel 1926 il suo maestro, lo psicologo Kurt Lewin notò una caratteristica particolare:

i camerieri del cafè dove andava abitualmente ricordavano le ordinazioni problematiche, complicate o incomplete e dimenticavano quelle regolari.

Il fatto colpì Bluma che organizzò un singolare esperimento:

chiese ad alcuni studenti di completare una ventina di semplici lavori [ piccoli puzzle, collanine ecc. ].

Ad ognuno dei ragazzi creò un momento di disturbo, in cui lei interrompeva uno dei task con futili motivazioni, annotando poi quale compito stessero svolgendo durante l’interruzione.

Nelle domande poste a conclusione del test, rilevò che tutti gli studenti avevano ricordi più vivi, attenti e dettagliati proprio dei lavori oggetto di interruzione!

Proprio come i camerieri del cafè!

Ma c’è di più e lo vedremo ora.

L’effetto Zeigarnik e le motivazioni

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Una conclusione a cui si può giungere [ anche se non tutti gli studi sono concordi ] è che un compito non completato resta nella mente come un tarlo ed è quindi il carburante ideale per mantenere alta la motivazione.

Perciò, banalmente, se vuoi realizzare un progetto… per prima cosa inizialo.

Basterà avviarlo per attivare lo Zeigarnik effect, che in questa veste mi risulta un po’ simile all’effetto IKEA di Dan Ariely.

Questo bias cognitivo però è ampiamente usato per condizionarci ed ora vediamo in che modo …

Il salto nel vuoto emotivo

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Conosci il binge watching?

Questo termine inglese significa fare la full immersion di una serie TV, guardando di seguito in un giorno [ o notte, fate voi ] tutti gli episodi.

Ma cosa ti spinge a farlo?

Evitare l’effetto Zeigarnik che in televisione ed in letteratura prende il nome di Cliffhanger.

Gli sceneggiatori sanno di doverti legare psicologicamente alla serie per costringerti a vedere la puntata della settimana successiva.

E per farlo creano appositamente, cinicamente e per calcolo, un cliffhanger ovvero un finale di episodio in cui l’evento [ drammatico ] sta arrivando proprio, quasi, forse … alla conclusione.

E poi “to be continued ” . AAAAHHHH !!!

Così ti lasciano pieno di suspence … in attesa della soluzione. In un certo senso come l’esperimento del puzzle di cui parlavo all’inizio ricordi?

Ecco, grazie a Netflix ed al binge watching puoi evitare questo salto nel vuoto emotivo.

Salto emotivo che ritroviamo in pubblicità …

Il potere [ nascosto ] del Jingle

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Nel 1972, James Heimbach e Jacob Jacoby suggerirono in un articolo che il “jingle” pubblicitario potrebbe richiamare l’effetto Zeigarnik, poiché gli spettatori sarebbero portati a sentire una composizione musicale fino alla sua naturale conclusione.

Inoltre, hanno ipotizzato che il pubblico ascolterebbe il contenuto di un annuncio con più “emozione” se accompagnato da un jingle riconoscibile.

Ed infine, posizionare la pubblicità al momento del cliffhanger, per quanto detto finora, aumenterebbe la soglia di attenzione!

Infatti, quando arriva la pubblicità?

Sul più bello !!!

E proprio per tutto questo, ripensando al fastidio provato ogni volta che il cubo di Rubik mi guarda irrisolto dall’angolo della libreria, sono certo di essere afflitto da una grave forma di Zeigarnik.

Ehi!

Ti ringrazio per aver dedicato il tuo tempo alla lettura di questo post.

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Grazie e alla prossima!

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Una risposta

  1. Michele ha detto:

    Grazie Davide, mentre leggevo il tuo articolo mi sono chiesto se l’effetto può essere applicato anche alla politica, dal momento che spesso non si concludono i progetti avviati. Chissà che non ci sia un effetto Zeigarnik e a chi giova?

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