Il fascino irresistibile dell’improbabile in finanza

evonomia il fascino irresistibile dell'improbabile

Capita ogni tanto, anche nel mondo della finanza, di imbattersi in qualche vicenda improbabile, addirittura grottesca.

A me è capitato leggendo, negli ultimi giorni, la storia di Askii holding.

Askii è una piccola società friulana, una start up della new economy balzata nei giorni scorsi agli onori delle cronache per aver annunciato la quotazione alla borsa di Londra.

Ho letto con interesse gli articoli ed anche i commenti, sul Sole24ore e su altre testate, in cui si valutava ad esempio la scelta di quotarsi a Londra come un segnale di scarso appeal della Borsa di Milano …

Peccato che la quotazione si sia rivelata una storia completamente inventata!

Questa vicenda paradossale mi ha colpito soprattutto perché due persone che conosco hanno chiesto informazioni sulla società.

Sono di Monza, ho la patente e guardo i gran premi in TV

Mi sono quindi domandato:

Come è possibile che una storia tanto improbabile abbia attratto l’attenzione di persone molto diverse tra loro, tutte pronte ad investire parte dei loro risparmi in questo progetto?

Come si informano le persone prima di investire? Che cosa li ha affascinati e soprattutto perché?

 

Il fascino narrativo dell’improbabile

In questo caso tutto è surreale, eppure credibile.

Un po’ come se io dichiarassi ai giornali di voler sfidare e battere, con un solo mese di allenamento, Sebastian Vettel nel giro di qualificazione sul circuito di Monza, guidando una Ferrari Formula 1!

Sono certo, certissimo, che troverei qualcuno disposto a sostenermi.

E se qualcun altro, invece, mi domandasse su quali basi possa pensare di farcela convocherei una conferenza stampa in cui potrei dichiarare cose tipo:

“… Ho la patente e vedo i gran premi in tv … ho stretto un accordo con la Panzallaria srl, società basata nella Silicon Valley che studia le più avanzate tecniche di allenamento al mondo … Sono di Monza, conosco il tracciato meglio di chiunque altro …”

Perché non concedermi una chance, credendo in questo mio sogno?

In fondo l’immaginario collettivo si alimenta anche di azioni improbabili.

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Dalla vicenda Askii possiamo quindi imparare una lezione importante:

Di fronte ad una storia ben raccontata, supportata da una buona comunicazione online e dal giusto tam tam mediatico, l’improbabile può diventare realtà collettiva.

I mezzi di comunicazione, come sai, sono abili nell’indirizzare la propria audience (ne accennavo anche in un articolo).

Leggi anche: il crollo di Wall Street del 1987 3 insegnamenti da ricordare

A volte, con lo scopo di attrarre l’attenzione del pubblico, i giornali seguono ed esaltano notizie ed avvenimenti paradossali, contribuendo ad alimentarne l’aspettativa.

Possiamo trarre una semplice considerazione su questo tipo di imprese inverosimili.

Non importa il risultato finale, questi eventi attirano sempre l’attenzione e l’interesse del pubblico!

Questo succede perché siamo portati a fare valutazioni sommarie quando le materie sono, come nel caso di una I.P.O., estremamente tecniche.

Nel nostro caso il fascino della giovane azienda high tech che da zero sbarca nella City di Londra mette in secondo piano le noiose valutazioni finanziarie.

Vuoi mettere far parte del capitale sociale di una start up quotata!

Quali altre considerazioni possiamo trarre, più in generale, sul tema dell’improbabile in finanza?

 

I.P.O. ed Effetto Scarsità

La disavventura di Askii holding gira tutta intorno al loro progetto di I.P.O. (Initial Public Offering) ovvero intorno all’idea di quotare una piccola società formata da giovani imprenditori digitali di belle speranze.

Il paragone con lo sbarco in borsa di Facebook, fatte le dovute proporzioni, è inevitabile.

Al momento dell’I.P.O. Facebook sembrava la promessa di un nuovo Eldorado

Non so voi, ma personalmente le I.P.O. non mi hanno mai convinto.

Mi sembra di giocare una mano di poker in cui tutti hanno le carte coperte mentre le mie sono sul tavolo, scoperte ed in bella vista!

Improbabile pensare di vincere …

Eppure i collocamenti in borsa ricevono richieste anche due, tre volte superiori all’offerta. A cosa è dovuto?

evonomia facebook 300x188 - Il fascino irresistibile dell'improbabile in finanzaParlavamo prima del paragone con Facebook, allora ti domando:

Hai mai sentito parlare del cosiddetto “effetto scarsità” (per approfondire l’argomento leggi qui) ?

L’effetto scarsità si ottiene quando si crea competizione per accaparrarsi un bene raro in un periodo di tempo definito.

Chiarito il concetto, ripercorriamo ora i primi mesi di quotazione della creatura di Mark Zuckerberg.

Facebook si è quotata nel maggio del 2012.

Al momento della I.P.O. l’attesa per lo sbarco a Wall Street era alle stelle, sembrava la promessa di un nuovo Eldorado.

Il prezzo è stato fissato a 38 dollari, l’effetto scarsità al momento della quotazione di Facebook era  al massimo livello!

La storia è nota.

Il titolo ora è ampiamente sopra il prezzo di collocamento.

Nei mesi immediatamente successivi, di contro, il ribasso è stato continuo e profondo, arrivando fino ad un minimo di 18 dollari.

Passato il momento di euforia irrazionale tipico di certe quotazioni iniziali, quindi, il mercato si è assestato ed ha fornito l’opportunità a tutti gli operatori di agire con maggior giudizio e di investire solo sulla basa di aspettative finanziarie, non emotive.

Aldilà della vicenda di Askii io, come già detto, preferisco sempre osservare con calma il consolidarsi del prezzo di mercato di un titolo prima di investire.

 

Gestire una perdita improbabile: loss aversion

Fai finta ora di avere avuto il privilegio di ricevere le azioni Facebook in collocamento.

Di averle pagate 38 dollari.

E di vedere il titolo arrivare a 18 dollari (oltre il 50% di perdita!).

Come ti saresti comportato in un caso del genere?

La cosa più saggia, a priori, sarebbe ipotizzare un “Piano B”, una cosiddetta “exit strategy” in caso di andamento negativo.

Questo significa insinuare il dubbio che la tua scelta possa essere sbagliata!

Ma tu, quando partecipi ad un collocamento di azioni in borsa, lo fai nell’incrollabile convinzione di aver fatto un affare.

Figurarsi ipotizzare un errore di valutazione!

Probabilmente, quindi, avresti osservato la discesa del titolo in borsa fino a 18 dollari, senza agire minimamente.

La sorpresa e lo sconforto, in genere, prendono il sopravvento e ti impediscono di vendere un titolo in perdita (concretizzando implicitamente un errore imputabile solo a te stesso).

Non temere, in questo caso sei in buona compagnia!

Si tratta infatti di un tipico caso di avversione alla perdita (loss aversion in inglese).

Devi sapere che la maggior parte delle persone prova molto più dolore nel perdere 100 € di quanta felicità provi nel vincere la stessa cifra.

E’ infatti dimostrato che, per convincere una persona a rischiare di perdere 100 € scommettendo sul lancio di una monetina, bisogna offrire in media 200 € di premio in caso di successo!

Quanto più la perdita è consistente, inoltre, tanto più il nostro senso di colpa ci impedirà di agire, ipotizzando di liberarci del fardello solo quando saremo tornati in guadagno.

Nel caso di Facebook sappiamo anche che, vendendo il titolo dopo alcuni mesi al primo accenno di utile, avresti compiuto un secondo errore di valutazione (oggi l’azione quota oltre 170 dollari).

 

Ci sarebbero molte altre considerazioni da fare sul tema dell’improbabile in finanza.

Per ora mi limito ad evidenziare quanto possa essere pericoloso, come sottolinea Kahneman, dare troppo (o troppo poco) credito agli eventi incerti.

Comunque … Sebastian, io sono pronto, ti aspetto in parabolica per lanciarci nel nostro giro veloce e vinca il migliore.

P.S.

Seb, ci pensi tu a procurare le due Ferrari?

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