Il [ doppio ] significato della felicità, tra ricordo ed esperienza

il significato della doppia felicità di Kahneman

Hai per caso letto l’articolo sulla felicità relativa e ti sei chiesto se sia possibile quantificare la felicità? Tu come misureresti questo stato d’animo? quale significato attribuisci all’idea di felicità?

A queste domande niente affatto ingenue risponde, attraverso studi ed esperimenti, il premio Nobel per l’economia Daniel Kahneman.

Se vuoi saperne molto di più sull’esperienza psicologica della gioia ti consiglio di vedere questo video [ in inglese ] di circa 20 minuti, se invece desideri definire i concetti principali della [ doppia ] felicità di Kahneman questo è l’articolo che fa per te!

Secondo Kahneman il concetto di felicità è troppo ampio, confuso e soggetto a trappole cognitive per essere compreso appieno attraverso una definizione semplicistica.

Allora andiamo con ordine, dicendo subito che il significato di felicità andrebbe diviso in 2 parti distinte:

la felicità del ricordo e quella dell’esperienza.

Cosa significa?

Felicità: significato doppio, parola inutile

pexels photo 918484 - Il [ doppio ] significato della felicità, tra ricordo ed esperienza

Esistono centinaia di libri, corsi ed articoli che spiegano come puoi essere felice, soddisfatto ed appagato da ogni aspetto della propria vita.

Un concetto di felicità tanto generico da essere inutile!

Forse, se ti fermi a riflettere, è meglio accettare il fatto che il benessere individuale sia materia complessa che merita un serio approfondimento.

Rispondi a queste 2 semplici domande: sei felice in questo preciso istante della tua vita? sei soddisfatto della tua vita in generale? Condividi il Tweet

Puoi ben capire quanta differenza ci sia tra la sensazione di un singolo momento e la valutazione di un’intera vita.

Sono due concetti completamente distinti ( quello dell’esperienza in sé e quello del ricordo di un’esperienza) che, secondo Kahneman, contribuiscono congiuntamente a formare il vero significato del termine felicità.

Felicità del momento vs felicità del ricordo

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Quali sono le caratteristiche di queste 2 idee di appagamento?

Kahneman afferma che tutte le ricerche concordano sul fatto che il presente, il “momento”, il qui e ora, dura circa 3 secondi.

Sarai d’accordo con me che questa infinita sequenza di momenti più o meno gioiosi ti lascia generalmente poco o niente, in termini di sensazioni a lungo termine.

L'idea di felicità del ricordo è completamente diversa, più ampia e profonda. Condividi il Tweet

Su questa definizione voglio invece concentrare la tua attenzione.

Il ricordo è un monolite

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Che cosa determina, secondo Kahneman, la gioia del ricordo di un’esperienza?

Per il premio Nobel questo stato d’animo si forma sia grazie al modo in cui la nostra memoria ce lo racconta sia a causa della parte conclusiva dell’esperienza.

In questo senso devi rassegnarti al fatto che un ricordo è qualcosa di artefatto, filtrato da un menestrello che, nella tua mente, decide il modo in cui raccontarti un fatto passato.

Purtroppo è una trappola mentale a cui non puoi sfuggire!

Ma come mai il finale è emotivamente tanto importante? perché lascia una traccia determinante nel disegnare il tipo di ricordo che conserverai.

Bello l’esempio, citato nel Ted Talk, di un concerto meraviglioso durato 20 minuti e rovinato da un rumore fastidioso proprio al termine. Questo disturbo ha reso fastidiosa e negativa l’intera esperienza, rovinandone il ricordo!

Nel video Kahneman propone anche un famoso esperimento da lui stesso condotto.

Ha chiesto a 2 pazienti di descrivere in tempo reale, attimo per attimo, l’intensità del dolore durante una seduta di colonscopia.

Il paziente A ha ricevuto una visita più breve che però si è conclusa con un picco di dolore, mentre il paziente B ha avuto una visita molto più lunga con un dolore mediamente più blando e senza picchi finali.

A distanza di tempo è stato chiesto ai 2 pazienti di giudicare nel complesso l’intera esperienza ed il risultato, sorprendente, è che il paziente A possiede un ricordo emotivamente molto peggiore!

Questo chiarisce due cose:

  • un evento viene vissuto e ricordato nella sua interezza, come fosse un monolite. Il racconto del ricordo comprende quindi tutte le fasi del fatto.
  • un finale negativo impatta in modo deleterio sul ricordo dell’intera esperienza

Felicità narrata e scelte future

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Devi sapere che, per prendere le tue decisioni, ti affidi in maniera quasi esclusiva alla felicità del ricordo, anche quando questa contrasta con le tue sensazioni del momento presente.

Se ci pensi un secondo, la tua esperienza passata impatta enormemente sulle tue scelte future vero?

Come abbiamo già detto il ricordo di una gioia è filtrato da una narrazione che la nostra mente ci propone.

Possiamo quindi dire che prendiamo decisioni sulla base di una “elaborazione”, una mappa mentale, uno storytelling del nostro passato?

Purtroppo si! e non solo …

Rispondi a questa semplice domanda:

Come si vive alle Seychelles?

Splendidamente, sabbia dorata, palme e sole tutto l’anno.

Quindi ci andresti a vivere? Molti dicono di sì, soprattutto chi vive tutto l’anno in zone dal clima tutt’altro che tropicale.

Eppure gli aspetti che rendono felice l’esistenza day by day sono molto diversi dal semplice impatto climatico; la gioia di una vita si misura prevalentemente dalla qualità dei tuoi rapporti sociali, dei servizi e del tenore di vita.

Una definizione di felicità hygge style che ho già trattato in questo articolo

Hygge style, il massimo della felicità

Anche in questo caso Kahneman fa notare che, secondo la narrazione corrente, è impossibile per una persona essere più felice in Alaska che ai Caraibi … eppure per alcuni è così!

Felicità, decisioni e trappole cognitive

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Concludendo

  • secondo Daniel Kahneman esistono 2 significati distinti di felicità, uno legato all’istante presente [ effimero e spesso ininfluente sul nostro processo decisionale ] e uno legato al ricordo di un’evento [ elaborato dalla tua narrazione mentale ].
  • Il ricordo di un’esperienza viene vissuto emotivamente nella sua interezza e particolare importanza riveste la conclusione del fatto
  • L’idea di felicità attesa deriva dallo storytelling delle nostre esperienze passate e, spesso, valuta aspetti che sono distanti da ciò che rende un momento degno di essere vissuto
  • Quando si crea un contrasto tra la felicità dell’esperienza quella del ricordo spesso prediligi quest’ultima

Siamo esseri irrazionali e spesso inseguiamo un’idea di felicità partendo da presupposti incoerenti, d’altronde

Di tanto in tanto è bene fare una pausa nella nostra ricerca della felicità ed essere semplicemente felici.(Apollinaire) Condividi il Tweet

Ehi!

Sei arrivato alla fine dell’articolo e io ti ringrazio per aver dedicato parte de l tuo tempo alla lettura di questo post.

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Grazie e a presto!

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