Criptovalute alla prova della finanza comportamentale

criptovalute rischio di crollo
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Ti sei mai chiesto chi è e quali caratteristiche possiede il tipico investitore di criptocurrencies? Magari hai immaginato di acquistare bitcoin, ethereum o altre criptomonete senza aver presente fino in fondo a quali rischi ti esponevi. Per tutto questo può essere utile rispolverare la cara vecchia finanza comportamentale (per saperne qualcosa di più leggi la nostra “guida in 7 step“)!

Ma cosa c’entrano finanza comportamentale e criptovalute ?

Andiamo con ordine.

Di pochi giorni fa la notizia che l’improvvisa scomparsa del fondatore di una piattaforma di trading Bitcoin [ Quadriga ndr ], unico possessore delle chiavi d’accesso al sito online, ha mandato in fumo risparmi per 150 milioni di euro di investitori della criptovaluta regina.

Panico!

Anche perché sono sempre più forti i sospetti di una truffa ben organizzata.

Leggi anche: Bitcoin, ecco come si è formata una nuova bolla

Ti domando allora :

Qual è il profilo di un tipico sottoscrittore di cryptocurrency? E chi le acquista è cosciente dei rischi cui si espone? Condividi il Tweet

Prova anche tu questo piccolo test:

Ho cercato “criptovalute” su google ed ho trovato risultati che parlano di bitcoin revolution, wallet di criptovalute, trading su Ethereum e piattaforme di ripple mentre nulla o quasi è dedicato ai pericoli degli investimenti in criptovalute e meno ancora si parla di quali sono le caratteristiche del classico possessore di criptomonete. Mi sembra un dato molto interessante.

Precisazione:

Nulla contro questi investimenti ma credo utile indagare sul perché negli investitori sia scattata questa sorta di caccia all’oro delle miniere informatiche!

Criptovalute ed irrazionalità

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Le criptovalute non hanno alcuna materialità, non hanno enti terzi a garanzia dell’investimento o valore giuridico. Siamo alle prese con un fenomeno sociale senza precedenti, dove le persone pagano migliaia di euro per partecipare a qualcosa che assomiglia molto ad un gigantesco videogioco.

Esistono solo nel momento in cui un numero sufficiente di computer dichiarano “vera” la loro esistenza.

Un’esistenza autoproclamata, impalpabile ed incontrollata!Un mercato volatile ed emotivo.

Sembra un romanzo futuristico mentre in realtà è un fenomeno sociale e politico di proporzioni mondiali. Un mix in bilico tra farsa e rivoluzione, non trovi? Una cosa è certa, tutto questo è profondamente irrazionale!

Di più!

Emozioni e bias cognitivi ci dominano quando giudichiamo le criptovalute, ognuno di noi con le proprie euristiche della rappresentatività a condizionare le opinioni.

Ed allora è inutile usare gli strumenti dell’economia tradizionale per comprendere il fenomeno, meglio analizzare le valute elettroniche da un punto di vista comportamentale, studiando i vari tipi di investitore.

Proseguiamo.

Finanza comportamentale e criptovalute

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Come spiega magistralmente questo bellissimo articolo del professor Rick Lehman della UC Berkeley Extension

Il bitcoin e le altre criptovalute sono il frutto di una cieca fiducia da parte dei sottoscrittori spinti da avidità, paura, rimpianto e speculazione. Condividi il Tweet

Allora possiamo semplicemente liquidare tutto questo mondo come una follia collettiva pari alla crisi del 1987 o del 2001?

Leggi anche: 1987, il lunedì nero di Wall Street 3 lezioni da ricordare

Direi di no perché questo non ci aiuta ad approfondire i motivi che spingono migliaia di persone a scommettere su queste monete virtuali.

Quindi?

Cryptocurrencies, una valutazione differente

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Da un punto di vista sostanziale quanto vale un bitcoin.

ZERO! non esiste.

Se “cambiamo le lenti” e ragioniamo secondo un approccio di finanza comportamentale, fa notare il professor Lehman, esistono però alcune caratteristiche di valore quali ad esempio l’aspetto speculativo, lo sviluppo della tecnologia [ blockchain ] che si cela dietro i bitcoin, la sicurezza e l’anonimato garantiti dalla criptografia o la possibilità di condurre una battaglia anti establishment che rendono le valute virtuali assolutamente irresistibili.

Interessante!

Da un punto di vista comportamentale le monete virtuali sono qualcosa di completamente differente, unico e dirompente che possono interessare diversi gruppi di persone, ognuna di esse mossa da interessi bisogni ed ideali specifici.

E qui arriva la parte più interessante dell’articolo di Lehman, la suddivisone in gruppi.

Scopriamoli!

Criptomonete e gruppi di interesse

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Lehman propone di suddividere i possessori di critomonete in 5 categorie:

1. I fondatori di criptovalute

In questo gruppo vanno compresi gli inventori della moneta, i cosiddetti minatori ovvero chi estrae dalla rete le monete e i grossi possessori.

Sono coloro i quali hanno i maggiori guadagni dalla crescita di valore della moneta e, proprio per questo, esprimono una fede quasi cieca nel promuovere, diffondere e difendere i benefici e gli ideali che dovrebbero essere alla base della criptovaluta.

2. I credenti

Sono i molti piccoli investitori della prima ora.

Per loro avere acquistato una cryptocurrency non è un investimento bensì una dichiarazione di intenti verso il potere rivoluzionario della moneta. Infatti l’hanno acquistata nelle prime fasi di sviluppo del progetto proprio perché affascinati dal fine “disruptive”, politico ed anti sistema che in quella fase le monete virtuali incorporavano.

3. Tecnofili e Millenials

Giovani, carini e tecnologici.

Il prototipo di questo tipo di investitore è tutto incentrato sulla predisposizione del soggetto a muoversi e fidarsi in modo quasi naturale verso tutto ciò che è tecnologico e moderno. Appassionati gamers, nerd o semplicemente giovani investitori affascinati da questa novità che suona tanto affascinante. Per loro la mancanza di garanzie, salvaguardie o istituzioni a tutela dell’investimento è un aspetto secondario.

4. Speculatori, piccoli investitori e scommettitori

la parte di investitori che ha maggiormente contribuito ad alimentare la bolla speculativa. Si tratta di cacciatori di affari senza alcun interesse verso il prodotto, la novità o la tecnologia sottostante. Hanno visto arrivare un onda, l’hanno cavalcata con alterni profitti ed ora sono pronti ad inseguire una nuova avventura speculativa.

5. Fondi, ETF, istituzioni ed affini

L’establishment, coloro i quali hanno l’interesse da una parte a cavalcare un mercato tanto frammentato ed inefficiente e dall’altra a mettere le mani su un asset dalle potenzialità straordinarie e dirompenti. Il lato oscuro dei “credenti”

Come fa giustamente notare il professor Lehman, il Bitcoin con il suo modello fondato sulla scarsità quantitativa si è anche proposto come possibile sostituto dell’oro.

Forse un azzardo.

Insomma, uno scenario nuovo e complesso in cui, ai tipici rischi di un investimento speculativo, si aggiungono dei pericoli specifici di un bene immateriale non regolamentato oltre ad opportunità nuove, grandiose e imprevedibili.

Un mondo difficile da giudicare anche se una vecchia volpe come Warren Buffett ha liquidato il tutto definendo le criptovalute come

Veleno per topi al quadrato

Forse un giudizio un po’ troppo forte, di certo i veri vincitori di questa sfida sono a mio avviso ancora nell’ombra [ alcune banche come la JP Morgan per esempio hanno annunciato di aver creato la propria criptovaluta]

Una cosa è certa:

Solo il tempo ci fornirà le risposte necessarie.

Ehi!

Sei giunto al termine dell’articolo, ti ringrazio per aver dedicato il tuo tempo alla lettura di questo post.

Immagino quindi che ti possa interessare scoprire qualcosa di più sulla finanza comportamentale.

Allora, per avere una panoramica di tutto quello che Evonomia.com offre sull’argomento ti consiglio di cliccare qui sotto:

FINANZIARIA[ MENTE ]

Grazie e alla prossima!

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