Capire la finanza comportamentale, guida [ pratica ] in 7 step

una guida semplice come introduzione alla finanza comportamentale
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La caratteristica principale della finanza comportamentale è la normalità!

Come definire la finanza comportamentale sinceramente è impossibile in poche parole; diciamo solo che, nella mia esperienza personale, ricordo bene i momenti in cui ad esempio ho venduto un titolo troppo presto, ho passato mesi in attesa del momento giusto per comprare un’azione oppure ho investito solo perché il cugino di un mio amico ha sentito dire che salirà.

Insomma, ho commesso i tipici errori dello speculatore improvvisato!

Anche a te è capitato?

Per affrontare un argomento vasto come la behavioral finance, quindi, ho preferito schematizzare i concetti principali in una [ semplice ] guida di 7 punti.

Guida breve alla finanza comportamentale

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Come probabilmente già saprai questo campo di studi nasce dalle evidenze empiriche degli esperimenti di Kahneman e Tversky che hanno, finalmente, dimostrato l’irrazionalità delle scelte individuali.

La finanza comportamentale considera gli investitori degli esseri umani “normali” dotati di scarso autocontrollo, portati a compiere scelte semplificate e spesso spinti in errore da schemi di ragionamento superficiali.

Scenario poco edificante …

In questo la finanza comportamentale si distanzia in modo profondo dalla teoria standard che è invece modellata sull’immagine dell’investitore “ideale”; un agente finanziario pensato come un essere perfettamente razionale, concentrato verso l’obiettivo di ottimizzare la propria utilità.

Il comportamento di un agente finanziario standard prevede di:

  • Ricevere tutte le notizie, ipotizzando che vengano comunicate in modo “neutro”
  • Elaborare le informazioni senza semplificazioni, errori o preconcetti
  • Formulare ipotesi razionali che tengano conto di massimizzare il rischio/rendimento dell’intero portafoglio
  • Decidere per il meglio senza essere invaso dalle emozioni

Cosa ne pensi? un po’ irrealistico, non trovi…

Ed allora in questa guida ragioniamo intorno a 7 ostacoli che, secondo la finanza comportamentale, possono condurti a decisioni irrazionali.

1. il ruolo delle NOTIZIE

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Partiamo dall’inizio.

Per scegliere i titoli che compongono il tuo portafoglio ideale dovresti essere in grado di leggere tutte le notizie economiche, finanziarie e politiche.

Non solo!

Dovresti combattere contro il modo in cui le notizie ti vengono comunicate. Ci hai mai pensato? Eh si, la notizia non è neutra dato che l’uso delle parole ha un peso rilevante.

Forse non lo sai ma hanno addirittura creato un indice che analizza dell’incertezza economica, L’economic uncertainty policy index.

Di cosa si tratta?

Si tratta di un indice che, contando le parole usate nei titoli dei principali giornali economici, elabora ogni mese il grado di incertezza percepita dall’investitore.

Vuoi un esempio?

Basta contare il numero di volte in cui viene usata la parola “crisi”, “recessione” o “ripresa” per individuare in ogni momento l’umore dominante della narrazione finanziaria, politica ed economica.

Se poi vuoi saperne di più ti consiglio di leggere il post che ho dedicato all’argomento.

2. l’INFLUENZA SOCIALE

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Ammettiamo [ per assurdo ] che tu sia in grado di leggere tutte le notizie senza farti influenzare.

Riesci a fare altrettanto con le opinioni altrui?

Secondo la finanza comportamentale il passaparola è uno strumento immediato, potente ed efficace per condizionare le tue decisioni (questo post su passaparola e mercati approfondisce il tema).

In sostanza il nostro cervello è programmato per adattarsi al comportamento della massa [ cosiddetto herd behavior ] tanto che l’economista Robert Shiller ha vinto il premio Nobel per l’economia proprio grazie ai suoi studi sull’esasperazione del concetto di comportamento gregario ovvero le bolle speculative.

3. la SEMPLIFICAZIONE EURITSTICA

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Bene, diciamo che hai letto ed interpretato le notizie senza alcun condizionamento psicologico, emotivo o sociale.

Ora devi elaborare le informazioni. Che fai?

Immagino che tu sia convinto di contare sulla potenza di calcolo della tua mente.

Errore!

Nel migliore dei casi il tuo cervello è comunque pigro e sceglie, di fronte ad uno scenario incerto, vario e frammentato come il mercato finanziario, di utilizzare il minimo sforzo necessario per elaborare la sua strategia.

Questo comportamento è definito euristica [ puoi approfondire l’argomento in questo post sul significato di euristica ] e di per sé non è un atteggiamento sbagliato. Anzi!

Le euristiche ci hanno permesso nel corso dei millenni di reagire prontamente ad un pericolo, garantendo la sopravvivenza della specie.

Peccato che, come puoi ben immaginare, secondo la finanza comportamentale questo approccio sia uno dei peccati originali nonché fonte i continui rischi ed errori.

4. i BIAS in FINANZA COMPORTAMENTALE

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Quanto detto per le euristiche vale a maggior ragione per i bias cognitivi.

Ho già approfondito le differenze tra euristiche a bias cognitivi. In generale è importante sottolineare che, di fronte ad un bias comportamentale, il risultato è sempre, comunque e necessariamente negativo.

In finanza alcuni dei bias a più alto impatto riguardano l’eccessiva fiducia nelle proprie capacità decisionali, il ricordo di precedenti esperienze simili [ bias della disponibilità ] oppure la tendenza a cercare conferme che possano giustificare le proprie scelte piuttosto che cambiare idea.

Affrontiamo ora l’ultima parte della guida alla finanza comportamentale, quella più irrazionale.

5. la CONTABILITA’ MENTALE

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Riassumendo:

Le notizie non sono neutre, l’ambiente sociale influenza il tuo modo di ragionare, già affetto da scorciatoie mentali e vicoli ciechi psicologici.

Bene!

Ma almeno le decisioni che prendi guardano il portafoglio nel suo complesso e mirano a differenziare, minimizzandoli, i rischi finanziari?

Manco per niente!

Un altro premio nobel, l’economista Richard Thaler, ha descritto il ruolo giocato dalla contabilità mentale nel commettere i principali errori nel campo del decision making.

In pratica, semplificando, ogni decisione che prendi è condizionata dal cassetto mentale in cui archivi le informazioni.

Archivio mentale differente, decisione differente.

Vale anche in finanza? Certo che si!

Vuoi un esempio?

Guarda il tuo dossier titoli e valuta, sinceramente, quanto sei concentrato in termini di asset class, rischio geografico o settoriale. Come ho già scritto … in fondo la diversificazione di portafoglio è inutile!

6. l’AVVERSIONE MIOPE alle PERDITE

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Decifrare le notizie, un disastro!

Elaborare le scelte, peggio ancora!

Ma la finanza comportamentale salva almeno la capacità di decidere il momento giusto per vendere un titolo in portafoglio?

Neanche quello! Hai mai sentito parlare di loss aversion?

Il concetto è molto semplice, se ci rifletti, ed è alla base della teoria del prospetto formulata da Kahneman e Tversky.

Secondo la psicologia cognitiva l’avversione alla perdita si riferisce alla tendenza delle persone a preferire di evitare una perdita piuttosto che ottenere un pari guadagno.

In altre parole, tutte le ricerche hanno dimostrato che il dolore per aver subito una perdita economica è circa il doppio della felicità provata per aver ottenuto un guadagno di pari importo.

Conseguenze pratiche sul tuo portafoglio?

La naturale tendenza a mantenere più del necessario i titoli con trend negativo e, di contro, la fretta nel vendere prima del dovuto i titoli con performance positiva.

Abbiamo concluso?

Magari …

7. il ruolo delle EMOZIONI

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La cosa più divertente è che siamo arrivati in fondo a questa guida sulla finanza comportamentale senza avere ancora citato l’aspetto più famoso, naturale ed immediato che tutti percepiamo.

Il ruolo delle emozioni!

Già, la costante oscillazione tra avidità, euforia e paura che contraddistingue ognuno di noi quando è posto di fronte alla possibilità di realizzare un profitto oppure al rischio di concretizzare una perdita.

L’ho già raccontato nel post dedicato alla curva emotiva quindi preferisco non dilungarmi oltre.

Aggiungo solo una semplice considerazione:

Le emozioni sono lo strumento che guida i nostri comportamenti e che ha permesso all’uomo di arrivare al punto in cui è oggi. Tutti amiamo provare le emozioni collegate ad un guadagno ma, come dicevamo prima, proviamo un dolore molto più intenso quando la situazione diventa negativa.

E qui si tratta semplicemente di mettersi d’accordo … sei disposto ad accettare tutto lo spettro delle emozioni oppure non sei in grado di sopportare quelle negative che, per forza, dovrai vivere nell’arco della tua vita da investitore?

La domanda è semplice eppure è il cuore pulsante della finanza comportamentale ed è, per molti, impossibile da rispondere.

Bene, sei arrivato alla fine di questa rapida carrellata su cosa sia la finanza comportamentale racchiusa in questa infografica che spero sinceramente ti possa essere utile.

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Non pretendo di esaurire in poche righe un tema tanto profondo, inesplorato ed affascinante, ho solo l’intenzione di creare curiosità sull’argomento.

Se vuoi approfondire ti invito a leggere altri post della sezione dedicata

FINANZIARIA [ MENTE ]

e, magari, lasciare un commento con la tua esperienza personale sul tema finanza ed irrazionalità.

A presto!

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