Opzione di default, la [ non ] scelta piú facile

opzione di default, nudge theory

In un articolo precedente, parlando della teoria dei nudge, ho accennato anche all’opzione di default.

Cosa si intende per opzione di default? e come mai, secondo gli esperti di finanza comportamentale, tutti noi soffriamo del cosiddetto default bias?

rispondi a questa domanda:

quando compri un tablet o un televisore, oppure quando scarichi una app sul tuo smartphone, quante impostazioni modifichi?

Di solito poche, con interventi più di facciata (colore di sfondo, foto profilo, tipo di audio del televisore) che di sostanza.

Senza rendertene conto stai quindi accettando l’opzione di default proposta da chi ha realizzato il prodotto, dando per scontato che sia la scelta migliore possibile.

Ecco perché l’opzione di default è considerata da Richard Thaler uno strumento cardine della teoria dei nudge!

Leggi anche: Teoria dei nudge, la rivoluzione gentile dei piccoli cambiamenti

Ma andiamo con ordine e concentriamoci su tre aspetti che, in genere, restano sotto traccia:

  • quanto sono diffuse le opzioni di default?
  • perché le accettiamo?
  • cosa comporta?

Opzioni di default, quanto sono diffuse?

espresso 2 300x180 - Opzione di default, la [ non ] scelta piú facile

Pensa alle decisioni che prendi nel corso della tua vita. Quante sono?

Migliaia ogni giorno.

Non ci credi?

Pensa che tutte le mattine, prima di uscire di casa, scegli cosa mangiare e bere a colazione, se fare un bagno o una doccia, quali indumenti indossare, se leggere le mail dallo smartphone oppure no, se rispondere a qualcuna di esse e cosa rispondere, se tenere le tapparelle alzate in tutto o in parte, se scongelare qualcosa per cena o ordinare la pizza tornando a casa.

Sono certo che ti ci ritrovi in questo elenco, non è vero? [ e non sei ancora uscito dal portone di casa! ]

Rifletti attentamente sul modo in cui prendi le tue decisioni e noterai che, spesso, scegli inconsciamente di lasciare le cose come stanno, ovvero di mantenere lo status quo.

La tua mente, per risparmiare tempo e denaro, predilige l’opzione di default.

Richard Thaler ed altri esperti di finanza comportamentale hanno dimostrato con evidenze empiriche che, in presenza di diverse opzioni, le persone preferiscono il valore predefinito.

Ecco spiegato perché fai sempre la stessa colazione, segui il solito percorso da casa a lavoro, mantieni l’impostazione base dello smartphone e compri ad occhi chiusi il solito shampoo.

Opzione di default, perché la accettiamo?

evonomia pensieri lenti veloci 300x150 - Opzione di default, la [ non ] scelta piú facile

Molti credono che, per garantire il massimo della libertà individuale, basti garantire il maggior numero di scelte possibili.

Non ne sono convinto. Vuoi un esempio?

quanto fa 2 + 2 ?

quanto fa invece 394 + 1.287 ?

nel primo caso la risposta è automatica, nel secondo invece per arrivare al risultato sei costretto a chiedere uno sforzo di attenzione alla tua mente.

Questo perché le due operazioni vengono compiute da due “sistemi” mentali differenti.

Leggi anche:  istinto e ragione, due cervelli ed una mente sola

Funziona allo stesso modo quando sei chiamato ad una scelta.

Se di fronte a te hai troppe alternative la decisione diventa un percorso mentale faticoso, dispendioso e confuso.

Non solo, le tante alternative creano quello che Barry Schwartz in questo TED Talk chiama il paradosso della scelta.

Secondo il vecchio Barry troppe alternative creano frustrazione, incapacità di scegliere ed, in ultimo, l’impossibilità di decidere.

L’opzione di default diventa a questo punto la soluzione semplice, immediata e rassicurante che ci evita sforzi indesiderati.

Tanto semplice e diffusa da invadere la nostra vita perché la mente, se ha a disposizione una soluzione standard, compie la scelta senza neppure riconoscere che è una scelta!

Opzione di default, cosa comporta accettarla?

Evonomia contratto 300x217 - Opzione di default, la [ non ] scelta piú facile

Ritornando alla teoria dei nudge, è chiaro che il cambiamento anche di una sola variabile nel percorso che porta ad una decisione può influenzare la scelta finale.

Per questo, secondo Thaler, il ricorso ad opzioni di default efficaci diventa uno strumento potente nel guidare l’individuo verso la migliore soluzione.

Leggi anche: Nobel a Richard Thaler, l’economia comportamentale nell’Olimpo delle scienze

Ammettilo, in fondo lo sai che sei un pigro …

Io so di esserlo e, per dimostrarlo, ti faccio un esempio personale di quanto mi sarebbe stata utile una diversa opzione di default.

Quando sono stato assunto mi hanno proposto una pensione integrativa; avrei dovuto versare un piccolo importo e la società avrebbe versato mensilmente una cifra superiore.

Un’opportunità importante, vantaggiosa e che guardava al mio benessere futuro.

Peccato che, per me come per molti neo assunti, la pensione fosse l’ultimo dei miei pensieri; il modulo è quindi rimasto nel cassetto per anni.

Tutta colpa della mia pigrizia e di una cattiva opzione di default!

Se il contratto avesse previsto la sottoscrizione automatica di una pensione integrativa ed il modulo avesse dato, invece, la possibilità di recedere dall’investimento ne avrei tratto un gran beneficio.

Questo esempio, a mio avviso, dimostra che una giusta architettura delle scelte porta ad enormi vantaggi in termini personali e sociali e che le scelte di default, se ben impostate, facilitano le decisioni (pensa ad esempio al silenzio assenso per snellire le pratiche burocratiche).

Anche a te è capitata una situazione simile? se si lascia pure un commento potrebbe essere un ottimo spunto di riflessione per approfondire l’argomento.

A presto!

contribuisci a farci conoscere

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.