Prospect theory, decidere significa [ anche ] sbagliare

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In questo blog di finanza comportamentale non poteva mancare un post dedicato alla prospect theory, la teoria proposta da Kahneman e Tversky nel 1979 e che ha dato il via alla cosiddetta  behavioral finance.

Ecco allora uno spazio dedicato proprio alla prospect theory raccontata (spero) attraverso un punto di vista informale, semplice e diretto.

La prospect theory presuppone che le perdite e i guadagni siano valutati in modo differente, e che gli individui prendano decisioni basate sui guadagni percepiti piuttosto che su perdite percepite. Conosciuta anche come teoria dell’avversione alla perdita (loss aversion), il concetto generale è che se due scelte vengono poste davanti a un individuo, entrambe uguali, ma una viene presentata in termini di possibili guadagni potenziali e l’altra in termini di possibili perdite, verrà scelta la prima opzione.

Ora una semplice domanda

Come prendi le tue decisioni?

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Inizio raccontandoti di una ricerca del 1995 che ha analizzato il grado di soddisfazione degli atleti vincitori di medaglie alle olimpiadi.

Come sai ogni gara olimpica assegna le medaglie d’oro, d’argento e di bronzo ai primi tre classificati.

La logica ci suggerisce che il grado di soddisfazione degli atleti è collegato al risultato ottenuto.

Ma è davvero così?

Direi di no!

I risultati hanno dimostrato che i vincitori delle medaglie di bronzo sono, mediamente, molto più felici dei vincitori delle medaglie d’argento ( guarda le espressioni nella foto).

Come può essere?

La risposta, secondo i ricercatori, è legata alla prospettiva soggettiva da cui giudichiamo il risultato.

In pratica, il secondo classificato soffre per il rimpianto della mancata vittoria, mentre il terzo classificato si gode il bronzo come un premio (avendo scampato il rischio di arrivare quarto).

Questo paradosso irrazionale è proprio la base della Prospect Theory.

Vediamo brevemente di cosa si tratta.

Prospect theory, la teoria del punto di vista

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La Prospect theory, o “teoria del punto di vista” (conosciuta anche come teoria del prospetto, definizione che personalmente non mi piace) è stata pubblicata nel 1979 dagli psicologi Daniel Kahneman (poi premio Nobel per l’economia) ed Amos Tversky.

La teoria del punto di vista dimostra che gli esseri umani formulano giudizi sistematicamente irrazionali a causa di tre caratteristiche tipiche del pensiero umano:

  • Effetto contesto: Kahneman e Tversky hanno dimostrato come il contesto che si crea intorno alle alternative proposte influenza il risultato. In caso le alternative siano presentate come guadagni rispetto allo status quo sceglierai l’opzione più sicura. Contribuisce anche a far preferire il rischio quando una delle opzioni è una perdita sicura. In pratica il contesto indirizza le persone ad evitare il rischio quando c’è la prospettiva di un sicuro guadagno.
  • Effetto isolamento: la mente valuta ogni risultato singolarmente come un guadagno o una perdita rispetto ad un punto di partenza soggettivo (status quo) mentre dovrebbe considerarne solo il valore assoluto (utilità attesa). Prima di decidere, il cervello analizza le informazioni attraverso delle scorciatoie mentali dette euristiche. Ciò avviene perché la nostra mente è pigra e preferisce semplificare; esclude le informazioni simili per alleggerire il carico cognitivo giungendo a conclusioni che varieranno a seconda di come le opzioni sono incorniciate.

Leggi anche: cosa significa il termine euristica 

  • Avversione alla perdita: molti esperimenti hanno dimostrato che ottenere un guadagno produce un livello di piacere molto inferiore rispetto al dispiacere di subire una perdita di pari importo (effetto di avversione alla perdita). Il dolore per una perdita economica è addirittura due o tre volte superiore al piacere di un pari guadagno.

Concludendo, secondo la prospect theory siamo persone prevedibilmente irrazionali….

Bella scoperta mi dirai!

Ma come si traduce tutto questo in termini economici?

Il tuo punto di vista rende le decisioni irrazionali

evonomia Stipendio Soddisfazione 300x200 - Prospect theory, decidere significa [ anche ] sbagliareLa prospect theory è parte attiva della nostra vita di tutti i giorni.

Sembra una frase un po’ forte ma voglio farti questo esempio:

Immagina, per esempio, di ricevere 100 € come pagamento  per un lavoro, ricompensa che ti offrirà un certo grado di soddisfazione.

Immagina, invece, di ricevere ben 200 € come retribuzione per lo stesso lavoro.

In questo secondo esempio, una volta arrivato a casa, ti sei però accorto di avere perso 100€!

Se ci rifletti il guadagno economico finale è sempre 100 € ma ti domando:

come ti sentiresti nel primo e nel secondo caso? Saresti soddisfatto allo stesso modo?

Sono sicuro che il tuo grado di soddisfazione sarebbe molto superiore nel primo caso (nel secondo avresti il dolore per la perdita di 100 €).

Ora pensa a quante volte, nel corso di una sola giornata, prendiamo decisioni differenti per questioni analoghe…

Questo perché nella mente agiscono contemporaneamente ben due cervelli distinti!

Leggi anche: Istinto e ragione due cervelli ed una mente sola

Siamo alla fine di questo breve viaggio nella prospect theory.

Quali conclusioni traiamo da quanto ci hanno insegnato Kahneman e Tversky?

La prima considerazione interessante è che, data una situazione oggettiva, sono le nostre emozioni e le euristiche della nostra mente a portarci verso valutazioni tanto diverse tra loro.

La conseguenza, logica e sgradevole, è che le emozioni hanno un ruolo determinante nell’elaborazione dei giudizi e la loro influenza compromette sistematicamente la nostra razionalità.

Altra considerazione:

Come ha dichiarato lo stesso Kahneman, la mente umana reagisce prevalentemente d’istinto.

Questo perché è il modo più semplice, veloce e meno faticoso per arrivare ad una conclusione.

Peccato che spesso generi errori sistematici di giudizio.

Esistono soluzioni?

In generale direi di no, proprio a causa dei due cervelli che si alternano alla guida dei nostri ragionamenti.

L’unico consiglio che lo stesso Kahneman mette nero su bianco nel suo best seller “pensieri lenti e veloci” è di imparare a riconoscere i bias e le euristiche che provocano errori di pensiero, così da intervenire in tempo!

Essere consapevole di questi limiti e sforzarsi di ragionare con calma è, quindi, l’unico vero antidoto per poterci difendere!

La consapevolezza rimane il nostro miglior alleato.

Perché come dice lo stesso Kahneman:

Molte persone sono troppo sicure delle loro intuizioni e tendono a riporre in esse troppa fiducia.

In uno dei prossimi post voglio parlare di quanto sono irrazionali le nostre decisioni finanziarie. Altro argomento corposo …

Ti Interessa?

Alla prossima!

PS

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