Sei ricco abbastanza? il caso Luis Alberto

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“Se la prendono tutti con me perchè sono piccolo e nero… è un’ingiustizia però!!!” Così si lamentava Calimero, il pulcino con la testa d’uovo più famoso d’Italia all’epoca del Carosello.

Hai presente quando l’azienda rifiuta la promozione che senti di meritare? Oppure il momento in cui scopri che il tuo collega scansafatiche guadagna più e te o ancora la sensazione che provi vedendo il tuo vicino che non sembra una cima cambiare auto di lusso ogni 6 mesi? pensi di guadagnare meno di quanto meriti? benvenuto nel club dei Calimero, sei in ottima compagnia!

Ecco oggi ci chiediamo perché nessuno ha mai la sensazione di essere ricco abbastanza

Luis Alberto è ricco abbastanza ?

luis alberto - Sei ricco abbastanza? il caso Luis Alberto

Possiamo iniziare con un celebre aforisma

"ci sono persone che hanno denaro e persone che sono ricche" Coco Chanel Condividi il Tweet

In questo giorni Luis Alberto, uno dei giocatori più pagati della Lazio, si è sfogato pubblicamente dichiarando che la società non fa abbastanza per i suoi giocatori, preferendo spendere i soldi per acquistare un aereo privato.

Luis Alberto è un giovane sotto i 30 anni fresco di rinnovo contrattuale che gli garantirà 2,5 milioni di euro ogni anno, uno stipendio che lo colloca nel 5 percento delle persone più pagate d’Italia.

Come mai allora sente una tale frustrazione da sfogare? anche lui si è caduto nella pericolosa tentazione del confronto tra stipendi.

Lo dicevo che il club di Calimero è diffuso a tutti i livelli!

Lasciamo perdere i giudizi di merito qui, come ripetiamo ogni volta, ci concentriamo solo sul rapporto tra pensieri e denaro.

E da un punto di vista comportamentale ci sono 3 aspetti da considerare

La felicità nasce da un giudizio comparativo

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Punto numero 1, noi stessi ci assegniamo un posto nelle gerarchie del mondo partendo da una metrica di giudizio che, ammettiamolo, spesso è poco oggettiva.. (molte volte ci sopravvalutiamo, più di rado ci sottovalutiamo).

La nostra soddisfazione, la nostra idea di benessere, l’impressione di ricchezza o povertà che proviamo, passano inevitabilmente per la comparazione con gli altri.

Ma il passo successivo è ancora più importante.

La comparazione è ristretta

evonomia Stipendio Soddisfazione - Sei ricco abbastanza? il caso Luis Alberto

Punto numero 2, quando una persona confronta il proprio grado di benessere lo fa osservando l’universo mondo, ricordandosi di vivere comunque nella parte ricca e privilegiata del pianeta? nossignore.

Eppure la ricchezza media degli italiani ha pochi paragoni nel mondo. Ma non basta!

Il valore economico che, ai nostri occhi, pensiamo di meritare nasce dall’osservazione della ristretta cerchia di persone che frequentiamo abitualmente quindi colleghi, amici e vicini piuttosto che familiari.

E la comparazione ha un’altra caratteristica particolare:

nella stragrande maggioranza dei casi, guardiamo solo verso l’alto.

Nella nostra mente il livello economico che abbiamo raggiunto è meritato, equo e non è negoziabile, da li possiamo solo salire. Condividi il Tweet

Infatti è più in alto che guardiamo!

Da dove deriva questo atteggiamento? non si sa, probabilmente è una sorta di spinta evolutiva (ammettiamolo.. un po’ cafona) che, da una parte, crea frustrazione ma dall’altra ci fornisce una spinta decisa verso un atteggiamento operoso di miglioramento. 

Vivere con uno stipendio decente nella parte più ricca del mondo, quindi, potrebbe non bastare, perché la nostra mente non è in grado di elaborare un giudizio tanto astratto.

La nostra analisi si basa sulla realtà che gli occhi vedono intorno, soprattutto quando entra in scena la terza caratteristica

La disuguaglianza è insopportabile

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Cosa accadrebbe se fossero resi noti tutti gli stipendi di un’azienda?

Il tema è delicato, anche perché hanno già reso pubblici tutti i redditi degli italiani.

Tu come agiresti?

Le persone per prima cosa andrebbero a verificare se, in media, guadagnano più o meno dei colleghi. In seconda battuta guarderebbero il divario tra i vari stipendi.

Paradossalmente sarebbero più felici nel vedere che il loro stipendio di 1.500 € è il più alto dell’ufficio, piuttosto che scoprire il loro salario da 2.000 € in fondo alla classifica.

Seguendo l’idea dello psicologo Keith Payne, autore del libro “The Broken Ladder” la spiegazione è semplice:

l’ineguaglianza condiziona il nostro pensiero, il nostro vissuto ed il modo in cui reagiamo agli eventi.

La disuguaglianza economica è psicologicamente inaccettabile, a qualsiasi livello di ricchezza, tanto da creare reazioni istintive ed inaspettate, in grado di minare alla base la stabilità di un gruppo.

Una situazione simile a quella di Luis Alberto, che somiglia tanto al commento di un tuo collega che l’altro giorno diceva

“ce l’hanno tutti con me perché sono piccolo e nero..”

Ehi!

Ti ringrazio per aver dedicato il tuo tempo alla lettura di questo post.

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FELICE [MENTE]

mi piacerebbe poi che raccontassi il tuo aneddoto su scelte, comportamenti ed irrazionalità, contribuendo ad accrescere la consapevolezza sul tema delle euristiche e dei bias.

Grazie e alla prossima!


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