Perché tifiamo? la relazione [ intensa ] che unisce tifosi e felicità

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Tra pochi giorni inizierà la grande avventura del campionato di serie A con il suo carico di passione, divertimento ed emozioni varie, così ho voluto parlare di calcio … da una prospettiva comportamentale, ovviamente.

Perché tifiamo? soprattutto, tifare ci rende felici? Condividi il Tweet

Credo che la relazione che lega tifosi e felicità sia meno scontata di quanto possa sembrare, fatta di continue emozioni forti e contrastanti.

Ad esempio in casa Juventus i tifosi bianconeri oggi sono divisi tra l’attesa febbrile per il debutto di Cristiano Ronaldo e le polemiche per il ritorno di Leonardo Bonucci.

Stessa situazione per i supporter di tutte le altre squadre, pronti come una tribù a riprendere il loro posto nelle curve per cominciare una nuova stagione tra gioie, delusioni e speranze.

Già, le curve. Ambiente particolare fatto di cori, passione ed anche di scontri con i rivali (più o meno verbali) e tessere dei tifosi.

Insomma argomento complicato quello del rapporto tra tifosi e felicità!

Ho già affrontato il tema della felicità in questo blog, considerandola sotto l’aspetto economico e comportamentale.

Leggi anche: economia e felicità, il PIL non è una storia d’amore

La pubblicazione di una nuova ricerca che analizza, numeri alla mano, il rapporto tra tifosi e felicità mi offre oggi lo spunto per trattare l’argomento.

Ma prima è giusto domandarci cosa significa essere tifoso e quale differenza c’è tra tifoso e sportivo?

La differenza tra tifoso e sportivo

 

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Partiamo dal vocabolario Treccani che definisce il tifoso:

In medicina Colui che soffre di febbre alta / in senso figurativo Entusiasta, appassionato per un genere di sport, acceso sostenitore di una squadra sportiva o di un atleta.

Quindi il tifoso è un febbricitante appassionato irrazionale!

Per capire la differenza tra spettatore e tifoso ti rinvio a questo splendido articolo da cui estraggo due concetti fondamentali:

  • Il tifo sportivo è la situazione in cui l’umore del soggetto dipende dal risultato agonistico.
  • Il tifo sportivo è tanto più diffuso fra gli spettatori di un determinato sport quanto più lo sport è di squadra e tanto meno il risultato è oggettivo.

Per esempio, esistono milioni di supporter di Valentino Rossi e Marc Marquez sparsi nel mondo, ma la loro rivalità è stata vissuta dai fan con asprezza ma senza eccessi.

Cosa accade invece al tuo stato d’animo ogni volta che la squadra del cuore (di calcio, basket, pallavolo scegli tu …) perde un match a cui hai assistito?

Scopriamolo insieme!

Tifosi e felicità, cosa ne pensa l’economia comportamentale?

 

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L’economia comportamentale si concentra spesso sulla caratterizzazione del comportamento umano e prende in considerazione decisioni che sembrano irrazionali, ma che possono essere spiegate rigorosamente.

A mettere insieme economia, comportamento e felicità dei tifosi ci hanno pensato due ricercatori inglesi, Peter Dolton e George MacKerron dell’università del Sussex.

D’altronde quando un evento coinvolge miliardi di persone nel mondo smette di essere sport e diventa business, quindi diventa argomento per l’economia.

Dolton e MacKerron si sono chiesti come mai ci trasformiamo da semplici spettatori sportivi a tifosi disposti a soffrire per la nostra squadra.

Una premessa:

Il calcio, per logica, dovrebbe essere un’attività che, nell’immaginario, porta gioia, emozioni e sentimenti positivi.

Dolton e MacKerron, numeri alla mano, la pensano diversamente!

Grazie ai quasi tre milioni di risposte raccolte negli ultimi anni dall’app “Mappiness” hanno pubblicato una ricerca in cui hanno analizzato le risposte di oltre 32.000 individui.

Questi cittadini inglesi hanno espresso il loro grado di felicità e tristezza in momenti precedenti e successivi allo svolgersi di partite della Premier League.

In questo modo gli economisti hanno verificato l’effetto della fede calcistica sull’umore dei tifosi.

E i risultati parlano chiaro.

Una vittoria contribuisce ad un miglioramento di circa 4 punti dell’umore (in una scala da 0 a 100) mentre una sconfitta porta un dolore quantificabile in 8 punti.

Come già sappiamo il dolore per una perdita [ o sconfitta ] è doppio della gioia per un guadagno [ o vittoria ].

Non solo !

L’effetto positivo della vittoria scompare dopo appena un’ora, mentre la tristezza per una sconfitta rimane addosso anche a tre ore di distanza.

Ma allora resta una sola domanda.

Perché i tifosi continuano ad andare allo stadio?

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Allora essere tifoso significa essere irrazionali? probabilmente …

Se aggreghiamo gli effetti sull’umore dei tifosi nelle ore successive ad un match vediamo che il risultato è indiscutibilmente negativo.

Questo perché le conseguenze negative di una sconfitta sono circa 4 volte superiori rispetto alle conseguenze positive della vittoria.

Proprio come il più classico esempio di avversione alla perdita (o loss aversion in inglese)!

Allora cosa potrebbe spiegare il fatto che i tifosi continuino ad andare agli incontri ed a sostenere la squadra del cuore nonostante tutto?

Sembra difficile trovare una risposta eppure …

Gli autori propongono alcune possibili soluzioni per giustificare il comportamento dei fan.

Eccone alcune:

  • Distorsione sistematica nella stima della probabilità di vincita. 

I fan sovrastimano sistematicamente la probabilità che la loro squadra vinca. Molti tifosi di calcio possono continuare ad andare alle partite – sempre nella speranza e nelle aspettative che questa volta andrà meglio.

  • Effetto Esperienza

Il solo fatto di vivere la partita ha un valore molto superiore a quanto stimato nella ricerca. In pratica l’esperienza “partita” [ positivo ] passa in secondo piano a causa del risultato finale.

  • Effetto Tribù

Il solo sentirsi parte di una tribù, magari stando con i propri amici, fornisce nel lungo periodo un piacere che compensa il dolore “di breve” della sconfitta.

  • Essere tifoso crea dipendenza

Nel contesto calcistico, questo potrebbe significare che un tifoso di calcio ricorda selettivamente il massimo piacere del grande risultato passato e continua a seguire la squadra, o assistere alla partita, nella speranza che ciò si ripeta.

Questi sono alcuni delle possibili spiegazioni sul perché tifosi e felicità sembrano due termini che faticano a stare insieme.

Chiudo ora da appassionato di calcio con questa meravigliosa citazione di Jorge Luis Borges:

Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calcio.

Ora tocca a te, raccontami la tua esperienza da tifoso e … buon divertimento!

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